Pomaia e Cellole – un ponte tra due monachesimi
Cosa succede quando due tradizioni spirituali millenarie si incontrano nel silenzio della contemplazione? Vi proponiamo un viaggio speciale lungo il ponte invisibile che unisce il Monastero dell’Associazione Sangha di Pomaia e il Monastero di Cellole.
Vi racconteremo come il monachesimo buddhista tibetano e quello cristiano si tendano la mano, superando i confini dogmatici per focalizzarsi su un unico, grande obiettivo comune: educare il cuore all’accoglienza, all’ascolto e alla vera fraternità.

Sabato 13 giugno · Pomaia
La fraternità come via alla pace
Il nostro dharma point è aperto a tutti da appena tre mesi, eppure è già diventato l’eco di dialoghi e passi condivisi che ci sono entrati nel cuore.
In tanti avete abitato questo spazio di comunità in occasione dell’evento “Educare il Cuore” sul tema “La fraternità come via alla pace”.
A guidarci in queste riflessioni c’era la voce straordinaria di Enzo Bianchi e quella del monaco buddhista Massimo Stordi, arricchite dalla presenza preziosa e profonda dei monaci del Monastero di Cellole e dal Sangha monastico di Pomaia, custodi di una fraternità vissuta insieme.
Abbiamo parlato del concetto di fratellanza non solo come valore religioso, ma come pilastro civile e sociale indispensabile per il futuro dell’umanità. La fraternità come terapia contro la solitudine e i conflitti globali, riscoprendosi custodi dei propri simili per costruire una società più umana e solidale.

Dopo l’incontro, nel pomeriggio ci siamo recati in visita alla collina del Monastero, che in questo periodo dell’anno nel tardo pomeriggio è sempre inondata dalla luce dorata del tramonto. Fratello Enzo Bianchi ci ha guidati in una preghiera comune. Un istante di pura grazia in cui il silenzio della natura ha dato voce alla nostra intenzione condivisa.

È stato straordinario scrivere insieme questa pagina di dialogo tra il monachesimo Buddhista e quello Cristiano che si sono presi per mano per gettare un ponte concreto. Due fedi, un’unica identica ricerca: la Pace che si coltiva giorno per giorno.
Grazie a ciascuno di voi per aver camminato con noi. Presso gli spazi dell’Associazione Monastica Sangha, a pochi passi da dove sorgerà il primo Monastero buddhista tibetano in Italia.

Domenica 14 giugno · Monastero di Cellole
La forza della compassione: un ponte tra Buddhismo e Cristianesimo
Alcuni luoghi portano dentro si sé, innata, una spiritualità autentica, come il Monastero di Cellole, custode di pace a pochi passi da San Gimignano, dove nei giorni scorsi abbiamo vissuto l’esperienza di un viaggio nel tempo, nella bellezza e nella condivisione profonda.
Arrivare a Cellole significa lasciare che il rumore del mondo sfumi sullo sfondo. Essere accolti da uomini e donne monaci provenienti dal Monastero di Bose e camminare su una pieve antica, interamente in pietra, che stringe in un abbraccio la splendida chiesa duecentesca.
Tra quelle mura del 1200 il tempo sembra essersi fermato, restituendo a ogni respiro il valore della lentezza e della riflessione.

I monaci ci hanno aperto le porte con una gentilezza rara e luminosa, come la loro dimora. Il priore fratello Emiliano ci ha mostrato l’orto, coltivato con amore e pazienza, e regalato lo spettacolo di una vista panoramica straordinaria, dove il profilo di San Gimignano disegnava l’orizzonte come in un dipinto rinascimentale.
Il momento più intimo della nostra visita è stato il pranzo comunitario, a cui i monaci, insieme a Enzo Bianchi, ci hanno invitato con fraterna generosità e dove attorno alla tavola abbiamo assaporato i frutti genuini del loro orto e i piatti di una cucina custode di una sapienza senza tempo.
È stato molto più di un pasto: è stata un’occasione preziosa per dialogare e confrontarci da vicino sulla vita e sulle attività monastiche, unendo i pensieri nello stesso spirito di accoglienza.

In questa cornice suggestiva, l’evento Educare il Cuore ha preso vita, registrando una partecipazione straordinaria.
I momenti centrali, guidati dalle parole e dalle riflessioni di Enzo Bianchi e Massimo Stordi, sono stati il vero cuore pulsante della giornata.
I loro interventi hanno saputo toccare le corde più intime dei presenti, trasformando l’incontro in un dialogo profondo sulla vita, sulla spiritualità e sul senso dello stare insieme.

Siamo andati via da Cellole con gli occhi pieni di luoghi e paesaggi meravigliosi e il cuore colmo di gratitudine, custodi di un ricordo bellissimo che continuerà a ispirarci.
Con gratitudine,
tutti noi dell’Associazione Monastica Sangha Lhungtok Choekorling
