
Dopo molti anni quest’Estate riprendiamo la preziosa tradizione che durerà 45 giorni, dal 9 agosto al 21 settembre.
Si tratta di una delle tre pratiche fondamentali per la vita monastica che il Buddha affidò al Sangha:
• So-jong – la confessione quindicinale
• Yar-nä – il ritiro delle piogge
• Gag-ye – la conclusione e il sollevamento delle restrizioni del ritiro
Un Monastero che non osserva queste tre basi non è considerato completo.
La storia del Ritiro delle Piogge
Il Ritiro delle Piogge ha origine ai tempi del Buddha: era il momento in cui il Sangha si riuniva in un unico luogo per un periodo intenso di studio e meditazione. Restando fermi durante la stagione delle piogge, i monaci evitavano di nuocere a insetti e piccoli esseri che prosperano in quel periodo.
Qui in Occidente, più che un “ritiro delle piogge” potremmo chiamarlo “ritiro del sole”, ma lo spirito resta lo stesso: seguire un precetto universale, praticato in tutti i Monasteri buddhisti del mondo. Questo tempo di raccoglimento è anche un’occasione preziosa per chi desidera sostenere il Sangha, accumulando meriti attraverso offerte di cibo e beni necessari.
Nella foto: alcuni membri del Sangha insieme a Ghesce Tenzin Tenphel, dopo una spiegazione sul significato del ritiro, sulle regole di comportamento e sul rituale da seguire per i nuovi partecipanti nelle cerimonie di apertura e chiusura.
