Un’Estate di incontri incredibilmente preziosi

Quest’Estate abbiamo avuto la preziosa opportunità di incontrare Serkong Rinpoche e Jhado Rinpoche che, nel contesto del tour in Europa, grazie alla loro infinita gentilezza hanno fatto visita al nostro Dharma Point e ci hanno incoraggiato con le loro parole preziose.

Rivolgiamo un ringraziamento speciale e profondo all’Istituto Lama Tzong Khapa che, in occasione della celebrazione dei suoi 50 anni, ha reso possibile tutto questo grazie al ricco calendario di eventi in cui ha ospitato i due Maestri.


La visita di Serkong Rinpoche

30 luglio 2026

La nostra comunità ha potuto godere del dono della visita di Serkong Rinpoche. Si è trattato di un incontro intimo e prezioso, dedicato interamente al Sangha monastico e allo staff della nostra Associazione.

Serkong Rinpoche in visita al Dharma Point

L’incontro di una gioia condivisa nel Dharma

Essendo la prima volta in assoluto che visitava il Dharma Point, Serkong Rinpoche ne è rimasto molto colpito. Ci ha espresso parole di profondo supporto e incoraggiamento per il nostro lavoro e per la nostra missione; ricevere questo sostegno diretto ha riempito i nostri cuori di una gioia sconfinata e di una rinnovata determinazione nel servire il Dharma.

Serkong Rinpoche al Dharma Point

L’armonia come fondamento della comunità

Nel suo incontro, Serkong Rinpoche è tornato più volte su un tema che sente centrale per una comunità come la nostra: l’armonia.

Ha ricordato che se una famiglia — o un Sangha — non riesce a vivere in armonia al proprio interno, pensare di portare beneficio agli altri perde di senso.

Per questo, ha detto, ogni monaco e ogni monaca deve restare saldo nel proprio cammino comune, anche quando la strada si fa lunga e difficile: allontanarsi dalla comunità porta danno, restare uniti è già, di per sé, un grande beneficio.

Ha parlato anche della necessità, quando qualcosa non va, di riconoscere le proprie mancanze apertamente — è questo, ha spiegato, il senso più profondo del sojong, il rituale di confessione monastica: non le colpe delle vite passate, ma ciò che accade nel quotidiano, portato alla luce e riconosciuto.

Uno sguardo al progetto del Monastero

Serkong Rinpoche ha condiviso un pensiero per il futuro del nostro Monastero: guardando la collina di Pomaia, ha immaginato un giorno in cui, da lì, i monaci e le monache studieranno e porteranno poi il proprio a beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Ha usato l’immagine dei quattro amici in armonia — l’elefante, la scimmia, la lepre e l’uccello — un racconto dai Sutra che parla di un luogo pieno di segni di buon auspicio proprio perché questi animali vivevano insieme nel rispetto e nell’aiuto reciproco: quando una comunità vive così, ha detto, le persone attorno lo vedono, e questo porta beneficio ben oltre le sue mura.

Ha ascoltato con molto interesse le varie attività proposte al dharma point: i cicli di incontri sul respiro, gli incontri settimanali aperti alla comunità, il servizio offerto ogni settimana da chi resta a disposizione per le domande delle persone, il book club di lettura in inglese, la giornata del Saka Dawa con la realizzazione del mandala dedicato a Tara, il ritiro estivo appena concluso ad Assisi e molto altro ancora.

Ha detto inoltre che chi serve questa comunità, in modo diretto o indiretto, lo sta facendo per effetto di preghiere fatte in vite passate, che ora si stanno realizzando — e che se qualcuno di noi si è mai chiesto “perché sono arrivato qui?”, forse è proprio questa la risposta.

Ha aggiunto che la durata stessa dell’insegnamento del Buddha nel mondo dipende dalla qualità del Sangha: prendersi cura della comunità significa prendersi cura del Dharma stesso. Ci ha ringraziati per aver reso possibile questo luogo, ricordandoci che “abbiamo appena iniziato e di dare continuità alle attività”.

E ci ha lasciati con un pensiero di Atisha:

“Prima di iniziare qualcosa, bisogna essere certi di volerlo portare avanti fino in fondo e poi, una volta iniziato, portarlo a termine senza disperdersi in troppe direzioni”.

Serkong Rinpoche durante la visita

La visita di Jhado Rinpoche

18 settembre 2026

L’incontro con Jhado Rinpoche, uno dei lama più rinomati del lignaggio Gelug, è stato un dono prezioso.

Jhado Rinpoche in visita

Abbiamo ripercorso insieme la storia del progetto del nostro Monastero e Jhado Rinpoche ha ricordato che è stato Sua Santità il Dalai Lama stesso a dare il nome al Monastero Lhungtok Choekhorling, che in italiano si può tradurre come “Il luogo dove il Dharma è trasmesso e realizzato” e non solo: è anche venuto di persona a benedire il luogo [nel 2014]. Questo, ha sottolineato, resta uno degli aspetti più importanti e storici dell’intero progetto: qui nessuno lo ha mai considerato un’idea assurda, ma piuttosto un progetto davvero eccellente.

Jhado Rinpoche durante l'incontro sul progetto del Monastero

Il coraggio del Dharma in azione

Jhado Rinpoche ha portato alcuni esempi concreti dove il Sangha, i centri FPMT e gli studenti sono stati invitati a unire le forze. Sono stati citati gli esempi storici dei monasteri sorti prima del 1959 del Namgyal a Bodhgaya, e quello di Varanasi, opere nate dal coraggio di singole persone prive di risorse iniziali, ma sostenute dalle benedizioni dei Tre Gioielli e dei Protettori.

La ricostruzione dei collegi di Sera Jey e Sera Mey in India è avvenuta inizialmente con poche risorse e, successivamente, grazie al sostegno di molte persone, anche occidentali, che hanno unito le proprie forze.

“Le donazioni possono anche cadere dal cielo”, ha aggiunto, ma se si rimanda continuamente, non arriveranno mai da sole. È invece cominciando a costruire concretamente — un muro, un primo passo — che si mettono in moto competenze e sostegni, ed è così che un progetto può davvero riuscire.

L’eredità di Lama Yeshe e Lama Zopa Rinpoche

Jhado Rinpoche ha voluto ricordare anche le figure di Lama Yeshe e Lama Zopa Rinpoche, ai quali si deve la diffusione della tradizione Gelug in Occidente e i primi inviti rivolti a Sua Santità nei paesi occidentali — un impegno che ha portato beneficio al Dharma e, insieme, alla causa tibetana. I loro nomi, ha detto, sono ancora oggi conosciuti in tutto il mondo: un segno di quanto possa arrivare lontano un impegno iniziato con determinazione.

Jhado Rinpoche e la comunità

L’esempio delle api e delle formiche

È in questo passaggio che Jhado Rinpoche ha lasciato forse il messaggio più diretto per la nostra comunità:

“Chiedo a tutti di trovare il coraggio e di sostenere questo progetto. Prendiamo l’analogia delle api, che insieme raccolgono il nettare per trasformarlo in miele, o delle formiche, che unendo le forze riescono a costruire un immenso formicaio. Proprio come in queste analogie, le persone, unendo le forze grazie al coraggio, anche senza grandi potenzialità, riescono a realizzare questi progetti”.


Uno sguardo al Futuro

Jhado Rinpoche ha condiviso anche un pensiero rivolto al futuro: quando, fra alcuni anni, Sua Santità riconoscerà la vera reincarnazione di Lama Zopa Rinpoche, e il bambino sarà cresciuto e vedrà il Monastero, si sentirà così felice e ciò diventerà la vostra offerta di pratica.

La reincarnazione di Lama Zopa Rinpoche continuerà a far fiorire l’attività del Dharma del Buddha in Italia e nel mondo anche grazie a luoghi come il Monastero.

Ha ricordato che in Italia c’è una comunità del Sangha che pratica il Sojong ogni mese, e annualmente il ritiro estivo (Yarne) e la cerimonia del Gaye. Il Buddha ha detto che dove esistono questi tre rituali, si sente a proprio agio nel dimorarvi.

L’incontro ha avuto termine con la trasmissione orale da parte di Rinpoche del Sutra del cumulo di buoni auspici, che viene recitato dal Sangha monastico della nostra associazione, quotidianamente come indicato da Lama Zopa Rinpoche.

Grazie per aver ripercorso insieme a noi queste tappe straordinarie. Non vediamo l’ora di ritrovarvi qui molto presto per condividere le prossime attività e le storie dei nostri incontri più preziosi.

Vi mandiamo un grandissimo e affettuoso abbraccio nel Dharma.

La comunità del Monastero con Jhado Rinpoche