Incontro tra i monaci di Cellole e il sangha monastico di Pomaia

“La compassione e la bellezza come RICERCA spirituale sono i tratti che ci uniscono”. Con queste parole e con l’impegno di tornare a vedersi, si sono salutati martedì 10 febbraio i monaci e le monache dell’Associazione Sangha Lhungtok Choekhorling e i fratelli della comunità monastica di Cellole che per la prima volta si sono incontrati all’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia per uno scambio fraterno.
Il priore Emiliano Biadene, accompagnato da fratel Dario Romano con l’amico scrittore Alex Corlazzoli, hanno trovato ad accoglierli il venerabile Massimo Stordi con il ven. Phil Gallenberger e Ani Ciampa Tashi.
I monaci di Cellole che vivono secondo la Regola della comunità di Bose, fondata da fratel Enzo Bianchi, sono stati guidati dal venerabile Stordi a visitare l’Istituto facendo conoscere loro la sala di meditazione, il giardino del tè, la biblioteca, illustrando il valore degli stupa presenti e della monumentale statua di Cenresig, il Buddha della compassione, opera originaria del premio Oscar Dante Ferretti, e realizzata per il film Kundun di Martin Scorsese.
Un viaggio attraverso decenni di storia, reso vivo dalle testimonianze e dai volti dei Maestri tibetani e degli studenti che hanno trasformato Pomaia in un luogo unico e prezioso.
Preceduto da una preghiera interreligiosa, si è svolto il pranzo in un clima conviviale con tutti i monaci e le monache buddhisti presenti per l’occasione.

Il venerabile Massimo Stordi con il priore Emiliano Biadene
Nel pomeriggio il venerabile Stordi ha accompagnato i monaci di Cellole a conoscere il luogo dove sorgerà Lhungtok Choekhorling, il primo Monastero della tradizione buddhista tibetana in Italia.
Il gruppo si è recato sulla collina nelle immediate vicinanze dell’Istituto Lama Tzong Khapa, dove sarà recuperato il territorio segnato dall’escavazione di una precedente cava dismessa. L’architettura sarà sensibile sia alle tradizioni antiche sia al contesto paesaggistico e seguirà un percorso di eco-sostenibilità, garantendo così un basso impatto ambientale, risparmio energetico e delle risorse.

Proprio a Milano, l’8 marzo 2025, Enzo Bianchi ha partecipato alla presentazione del Monastero Buddhista Tibetano tenutasi a Palazzo Reale in Piazza Duomo, alla presenza dell’Abate del Monastero, il venerabile Ghesce Thubten Chonyi.
“L’incontro con i monaci buddhisti – spiegano fratel Emiliano e fratel Dario – è stato prezioso. Certamente la diversa appartenenza di fede pone delle differenze di linguaggio, di visione e di riti. Eppure, da sempre, i diversi monachesimi si sentono vicini e in comunione nella ricerca umana e spirituale: siamo uomini e donne che decidono di vivere la castità, di vivere la fraternità universale, di amare chi si incontra prima ancora di conoscerlo, di ricercare la sapienza, la pacificazione interiore, la speranza. In particolare, il monachesimo cristiano e buddhista pongono entrambi al centro della propria vita monastica la compassione, la misericordia, la bontà, il dono. Tutto questo ci rende profondamente fratelli e ci avvolge nella comunione, rendendoci realmente compagni di viaggio, sempre disponibili a offrire spazi di libertà e di accoglienza a chi si interroga, a chi desidera vivere il silenzio e a chi cerca la sapienza e lo spirito fraterno”.
“Un importante arricchimento di dialogo e confronto con i monaci di Cellole”, sottolinea il ven. Stordi “l’esperienza della vita monastica che abbiamo condiviso, seppur nel breve incontro, è molto simile a quella di tutti noi. Ancora una volta emerge l’importanza e la necessità di rafforzare e riconoscere il ruolo fondamentale dell’incontro tra i religiosi di tutte le tradizioni quale contributo indispensabile per il dialogo e la pace nel mondo. Ci auguriamo che sia solo l’inizio di una preziosa collaborazione al servizio degli altri”.
📚SPIRITUALITÀ: Consigli di lettura

Alex Corlazzoli
Diario da un monastero.
Parole di un Ateo in cammino.
Cosa succede quando un giornalista, maestro e scrittore che si definisce “ateo” decide di fermarsi per due mesi in una comunità monastica? Da questa domanda nasce “Diario da un monastero”, l’ultima opera di Alex Corlazzoli, arricchita dalla prefazione di Enzo Bianchi.
Corlazzoli ci conduce tra le mura del monastero di Cellole a San Gimignano (Siena). Non si tratta di un trattato teologico, ma della narrazione onesta di un’esperienza umana profonda: la scoperta del silenzio, il valore della solitudine condivisa e la riscoperta della fraternità come pilastro per ogni comunità.
Il libro invita il lettore – credente o meno – a confrontarsi con le grandi domande dell’esistenza attraverso le piccole cose: il ritmo lento del cammino, l’osservazione della bellezza e l’importanza di “imparare ad accogliersi” prima ancora di voler cambiare il mondo. È un elogio della spiritualità laica che parla a chiunque sia alla ricerca di un orizzonte di senso in un’epoca di frammentazione e confusione.
🎥 Guarda il video “Trovare Pace. Presentazione del primo Monastero Buddhista Tibetano in Italia”
L’evento “Trovare pace”, realizzato con il patrocinio del Comune di Milano, si è tenuto presso la Sala Conferenze di Palazzo Reale l’8 marzo scorso.
Allo scopo di stimolare una riflessione sull’importanza della scelta della vita contemplativa e monastica al giorno d’oggi e sull’opportunità di crescita interiore e sociale della persona e delle comunità, hanno dialogato Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose e Casa della Madia, e Ghesce Thubten Chonyi, Abate di Lhungtok Choekhorling e del Monastero e del Convento di Kopan in Nepal, con oltre settecento tra monaci e monache, e membro del board della FPMT (Foundation for the Preservation of the Mahayana Tradition), che conta oltre 160 centri e progetti sociali nel mondo.
Troverete la meditazione guidata dalla monaca buddhista Ani Ciampa Tashi volta a rafforzare il valore relazionale del confronto interreligioso.
