Giornata Mondiale degli Animali

Foto di archivio: visita di Lama Zopa Rinpoche al Santuario La Verna, maggio 1995
Il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi e Giornata Mondiale degli Animali, è un giorno che invita alla riflessione sul legame profondo che unisce la vita umana a quella di tutte le creature.
San Francesco, con il suo linguaggio semplice e radicale, ci ha lasciato un’eredità spirituale che parla di fraternità universale: fratello sole, sorella luna, fratello lupo. La sua voce risuona come un canto d’amore per ogni creatura, capace di riconoscerne la dignità e la bellezza.
Fra i testi che meglio racchiudono il cuore della sua esperienza spirituale ci sono le Ammonizioni. Nell’Ammonizione XVIII Francesco scrive:
“Beato l’uomo che offre un sostegno al suo prossimo per la sua fragilità, in quelle cose in cui vorrebbe essere sostenuto da lui, se si trovasse in un caso simile”.
[…] Il sostegno si riassume per Francesco in una sola parola: misericordia.
Con essa infatti si dona ai deboli la cosa più preziosa: ‘il cuore’.
Per divenire misericordiosi occorre entrare nella
condizione dei miseri, per comprendere da dentro la loro sorte
e i loro bisogni.
Come avvenne per Francesco tra i lebbrosi:
per essere misericordioso con essi era dovuto farsi egli stesso
lebbroso. L’uomo allora deve effettuare un processo di
sostituzione: assumere su di sé quella fragilità o, meglio,
sentirla dal di dentro. E così sarà “beato” perché mentre
consegna se stesso a Dio, si consegna totalmente all’altro
riconosciuto e amato come se stesso (…).
Da un commento di Pietro Maranesi, sacerdote dell’Ordine dei Frati
minori Cappuccini, sulle Ammonizioni.
Il sostegno, per Francesco, non è solo un gesto esteriore, ma misericordia: la capacità di donare il cuore, di sentire dall’interno la fragilità altrui fino a farsene carico.
Questa intuizione risuona in modo straordinario con la visione buddhista. Per il Buddha e i suoi discepoli, la compassione (karuṇā) è il desiderio profondo di liberare tutti gli esseri dalla sofferenza.
Lama Zopa Rinpoche, nostra amata guida spirituale, ha più volte sottolineato l’importanza di sviluppare pratiche quotidiane di amore e cura verso gli animali, invitando a considerarli non come esseri “minori”, ma come compagni di viaggio, esseri senzienti che vanno rispettati, protetti e trattati con gentilezza.

Foto di archivio: visita di Lama Zopa Rinpoche al Santuario La Verna, maggio 1995
Il legame spirituale tra Lama Zopa e San Francesco si è espresso in modo toccante durante la sua visita al Santuario della Verna a maggio del 1995, luogo in cui il Santo ricevette le stimmate. In quei luoghi carichi di memorie, Rinpoche riconobbe in Francesco un fratello: due uomini di vie diverse, ma uniti dalla stessa compassione universale.
Oggi, celebrando San Francesco e la Giornata Mondiale degli Animali, riconosciamo come le tradizioni spirituali più diverse convergano in un insegnamento comune: non c’è separazione tra noi e gli altri esseri. La compassione non appartiene a una sola fede, ma è il linguaggio comune che tutti comprendono, l’unica via che conduce alla vera libertà.
Accogliere la fragilità, proteggere gli Animali, custodire la Terra, riconoscere in ogni creatura un volto da amare: questo è il cammino che unisce le montagne dell’Himalaya alle montagne dell’Appennino, la saggezza buddhista alla spiritualità francescana.
In questo giorno speciale, possiamo lasciarci ispirare dal loro incontro e rinnovare la nostra promessa: vivere con compassione, per tutti gli esseri viventi.
Lama Zopa Rinpoche rimase profondamente colpito dalla bellezza e universalità del messaggio presente nella preghiera di San Francesco, e decise di scriverne una versione buddhista con delle piccole aggiunte. La condividiamo con molta gioia.
La Preghiera di San Francesco D’Assisi
con le aggiunte di Lama Zopa Rinpoche (fra parentesi)
Signore (Buddha), fa di me lo strumento della tua pace.
Dove c’è odio, fammi seminare amore.
Dove c’è offesa, perdono.
Dove c’è discordia, armonia.
Dove c’è dubbio, fede.
Dove c’è errore, verità.
Dove c’è disperazione, speranza.
Dove c’è tristezza, gioia.
Dove c’è oscurità, luce.
O divino Maestro,
concedimi di non cercare troppo la consolazione per me (felicità per l’ego) ma di consolare;
di non cercare comprensione ma di comprendere;
di non cercare amore ma di amare.
Poiché è nel donare che riceviamo; è nel perdonare che siamo perdonati;
è nel morire (avendo praticato) che noi nasciamo alla vita eterna (di felicità in felicità fino alla completa Illuminazione).

Foto di archivio: visita di Lama Zopa Rinpoche al Santuario La Verna, maggio 1995
